| Mi sono sposato il 1 dicembre 2007 con Lisa, una donna che ha saputo "toccare" il mio cuore. Sono nato il 7 ottobre 1957, sotto il segno della bilancia. La mia famiglia, negli anni 60' poteva essere considerata parte di quella piccola borghesia italiana, che avrebbe beneficiato, negli anni successivi, del cosiddetto "boom economico", innalzando progressivamente il proprio tenore di vita. Mia madre era figlia di un ferroviere, scomparso abbastanza giovane quando io avevo solo un anno, mio padre apparteneva ad una famiglia patriarcale di origini contadine, che, a metà degli anni '30, aveva iniziato un'attività commerciale, aprendo un panificio - bar - trattoria - rivendita di tabacchi in una delle zone più popolari di Pistoia, Le Fornaci: il Bar Iozzelli. Era una famiglia quella degli Iozzelli di convinti antifascisti e socialisti: mio nonno Gianni fu purgato e picchiato dai fascisti nel 1924, perché non aveva accettato che, assieme a lui, entrasse un'altra persona nella cabina elettorale per controllare come votava, mentre il cugino di mio padre, Vasco, successivamente aderì alla Resistenza, diventando poi un attivista convinto del Partito Comunista. Mio padre fu quindi considerato uno che, come si dice dalle nostre parti, aveva "dirazzato", essendosi avvicinato alla Chiesa, seguendo una grande figura di prete di quegli anni, parroco della Chiesa dell'Immacolata, il Canonico Leopoldo Antonini. Ho avuto la fortuna di vivere una gioventù serena e ricca di rapporti sociali, assieme ai mio fratello Giulio ed alle mie sorelle Elena e Silvia. Abbiamo abitato infatti, fino al 1974, in un condominio in viale Arcadia, soprannominato "Palazzo del Gesù" perché le famiglie che lo occupavano avevano una caratteristica in comune: tutte cattoliche, ed anche Democristiane. Ho trascorso quindi un'infanzia felice e serena assieme agli altri bambini del palazzo: eravamo una piccola comunità, ci divertivamo in giardino e frequentavamo assiduamente la parrocchia: la Santissima Annunziata, Chiesa dei Servi di Maria, lo stesso Ordine al quale hanno appartenuto figure eminenti del cattolicesimo italiano, basti citare per tutti Padre David Maria Turoldo. Si sono costruiti in quegli anni legami indissolubili, che perdurano fino ai nostri giorni. Nel 1974 ci trasferimmo in una splendida casa progettata per la nostra famiglia dall'Architetto Giovanni Michelucci, sul colle di S. Quirico. In quegli anni la nostra famiglia era inoltre completamente "assorbita" dalle vicende della squadra di calcio della città: la Pistoiese del mitico Presidente, Marcello Melani, della quale mio padre era Amministratore Delegato, suo cugino Vasco il factotum e uomo di fiducia del Presidente e mio fratello mezzala delle giovanili. Ho frequentato il Liceo Scientifico di Pistoia "Duca d'Aosta", ove ho conosciuto, fra l'altro Renzo Berti, l'attuale Sindaco della città. Al liceo ho anche iniziato la mia attività politica, partecipando, assieme ad altri amici, alla costruzione di alcune liste nel 1975, primo anno di applicazione dei cosiddetti Decreti Delegati, nelle diverse scuole della città (Liceo Scientifico, Liceo Classico, Istituto Tecnico Pacini ed altre) che si rifacevano all'esperienza dei "Cattolici Democratici". Le liste ebbero ovunque successo. Fu in quell'occasione che conobbi alcuni giovani con i quali continuo ad essere legato da rapporti di amicizia, in particolare, Alessio Colomeiciuc, Enzo Bernardi, Marcello Paci ed altri ancora. Al Liceo, oltre all'attività politica, assieme ad un amico, Enrico Bianchi ed altri organizzammo, per alcuni anni, un cineforum in collaborazione con l'Istituto Tecnico Professionale Pacinotti, sotto la supervisione di un grande esperto di cinema e teatro, il Prof. Giovanni Ieri. Fu l'occasione per conoscere ed approfondire grandi figure del cinema contemporaneo: Bergman, Bunuel, Pasolini, Fellini, ecc, fino a giovani emergenti in quegli anni come Nanni Moretti. Dalla V Liceo in poi iniziai ad operare come volontario presso l'AIAS di Pistoia, in collaborazione con Don Renato Gargini, mente brillante ed attivissimo prete della città, apprezzato insegnante di religione presso il Liceo Classico. Finito il Liceo mi iscrissi ad Economia e Commercio ed insieme ad Alessio Colomeiciuc, Enrico Bianchi, Enzo Bernardi, Gabriele Fedi e molti altri giovani universitari costituimmo una cooperativa libraria "Nuova Politica", che aveva come obiettivo quello di offrire, oltre che un luogo di aggregazione culturale in città, anche la possibilità di acquistare libri universitari e non, a prezzi vantaggiosi. Dal 1977 in poi nacque l'idea in alcuni di noi, anche a seguito di una visita a Taizè, località francese ove operava ed opera una vivacissima comunità interconfessionale, guidata fino a poco tempo fa da Frere Roger Schultz, di approfondire lo studio della Sacra Scrittura. Perciò ci rivolgemmo ad un Frate dell'Ordine Domenicano, Padre Vela, e con lui iniziammo una serie settimanale di incontri di studio, in particolare sul Vecchio Testamento. A seguito di tale iniziativa, circa due anni dopo, nel marzo del 1979, decidemmo, assieme ad un altro frate del Convento di S. Domenico, Padre Armando Verde, di dar vita ad un gruppo che iniziò a pubblicare una rivista dal titolo "La Vigna". Il gruppo si riuniva settimanalmente il giovedì sera ed il sabato pomeriggio, per riflettere insieme sulla Sacra Scrittura e sui temi che sarebbero poi stati oggetto di interventi specifici sulla rivista, nel segno di quella che le scienze dell'educazione identificano come "educazione permanente". La rivista, d'altra parte, come fu chiaramente esposto nella prefazione al primo numero, nacque per rispondere essenzialmente a due domande: La prima: " E' possibile avere una conoscenza del reale non precostituita né imposta da ideologie? Più ancora. Può un militante in movimenti, in partiti, in associazioni, avere una conoscenza della realtà e decidere un'adeguata azione non viziata dall'ideologia cui il movimento, il partito, l'associazione si richiamano?". La seconda: "Per il credente che voglia vivere in termini di servizio e non di convenzione: può il cristiano volgersi al mondo senza che la sua fede nel Cristo si trasformi in ideologia?" . Il lavoro all'interno del gruppo de La Vigna è stata l'esperienza più formativa della mia vita e mi ha consentito di consolidare rapporti umani che sono proseguiti nel tempo fino ad oggi. La rivista e il convento di S. Domenico divennero poi negli anni importanti punti di riferimento del dibattito culturale all'interno della città di Pistoia, sia in ambito sociale che politico, costituendo il gruppo de La Vigna una voce del tutto libera da qualsiasi condizionamento di natura politica od ecclesiale. Proseguendo inoltre l'attività di volontario presso l'AIAS di Pistoia, divenni responsabile, assieme ad Enrico Bianchi, di una casa famiglia, posta in Via S. Allende. Nel 1981, mi fu chiesto dall'allora responsabile sanitario dell'AIAS, Dr. Tito Caselli, di ricoprire il ruolo di Direttore del soggiorno estivo: per i tre mesi estivi svolsi perciò quella funzione presso " Il Grappolo d'Oro", hotel che veniva annualmente affittato in Versilia dall'Ente, per essere destinato appunto a residenza dei portatori di handicap assistiti. Fu un'esperienza bellissima, di grande umanità, che mi mise a contatto anche con moltissimi volontari che, a gruppi, garantivano una preziosa attività di sostegno alla quotidiana assistenza sanitaria, svolta da personale specializzato. Nel 1982 svolsi il servizio civile, sempre presso l'AIAS e collaborai all'apertura del Centro di accoglienza della Caritas cittadina in collaborazione con il Dr. Tito Caselli, responsabile della Caritas e con Don Piero Sabatini, sacerdote molto impegnato da anni sul piano sociale. Nello stesso anno mi laureai, con il massimo di voti e lode, con il Prof. Piero Barucci, docente di Storia del Pensiero Economico alla Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Firenze, con una tesi sul Piano Vanoni, un tentativo, purtroppo rimasto inattuato, di programmazione dello sviluppo economico e sociale del mezzogiorno d'Italia. Iniziai, dopo la laurea, la professione di Dottore commercialista presso lo studio di mio padre. Negli anni successivi, oltre alla professione da poco iniziata, continuai a dedicarmi con passione all'attività de "La Vigna", sempre più impegnativa e ricca di stimoli, riflessioni, presenza attiva in città. Per alcuni membri del gruppo de La Vigna, tale attività politico - sociale ebbe poi come sbocco abbastanza naturale, la costituzione di una lista civica i "Verdi - Città per l'uomo", all'elezioni amministrative del 1990. La lista che si rifaceva ad una simile esperienza svoltasi a Palermo, all'interno della cosiddetta "Primavera" di quella città, che ebbe come principali soggetti di riferimento Leoluca Orlando e Padre Ennio Pintacuda, raggiunse un notevole successo elettorale, raccogliendo in città, pur essendo la prima esperienza del genere a Pistoia, oltre 4.000 voti e facendo eleggere in Consiglio Comunale due rappresentanti: il sottoscritto e Andrea Fusari. Nel 1991, su iniziativa di Leoluca Orlando, allora Sindaco di Palermo, fu costituito il "Movimento per la Democrazia - La Rete", al quale detti la mia personale adesione. L'anno successivo all'elezioni politiche del 1992 fui fra coloro che convinsero il Dr. Antonino Caponnetto, nostro concittadino e capo del Pool antimafia di Palermo al quale avevano partecipato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, poi barbaramente uccisi dalla mafia, a candidarsi come capolista nella nostra circoscrizione per "La Rete". L'anno successivo mi dimisi da Consigliere Comunale, ritenendo l'esperienza amministrativa non più significativa e scarsamente stimolante e, negli anni successivi, mi sono prevalentemente dedicato alla professione. Successivamente nel 2001 decisi di aderire alla Margherita, ritenendo necessario un impegno a favore di una formazione politica che, all'interno della coalizione di centro - sinistra, esprimesse la necessità di un profondo rinnovamento della politica nel nostro paese, assieme alla volontà di perseguire obiettivi di cambiamento e modernizzazione, dal livello locale a quello nazionale. A maggio del 2002, con la formazione della nuova Giunta al Comune capoluogo, Renzo Berti, neoeletto Sindaco di Pistoia con il 62% dei suffragi, mi chiese di far parte della sua "squadra", come Vicesindaco ed Assessore con deleghe alle aziende partecipate ed alle risorse umane. L'esperienza di amministratore della mia città è stata molto bella, anche se difficile e non priva di amarezze e contrasti, peraltro utili per comprendere i limiti della pubblica amministrazione nel nostro paese. Dal giugno 2007, ho ripreso il mio lavoro di dottore commercialista. Dal gennaio 2009 sono stato nominato membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. |