Daniel Cohn - Bendit : il fatto che sia ancora premier rende debole la vostra democrazia su Repubblica del 6 agosto 2009 «L' Italia di Berlusconi è l' Italia del qualunquismo, è un Paese che in Europa e nel mondo ormai non conta più. Un' anomalia nel cuore del continente che vede il suo esatto opposto nell' America di Barack Obama». Tagliente come sempre, Daniel Cohn-Bendit parla con Repubblica del caso Berlusconi e dell' Italia del Cavaliere. L' ex leader del ' 68 parigino non si stupisce che il premier sia ancora al suo posto, come se il ciarpame politico, i silenzi e le contraddizioni sulle sue frequentazioni non fossero mai esistiti. «Tutto questo è tipico dell' Italia individualista e menefreghista creata e cavalcata dal vostro presidente del Consiglio», dice "Daniel il rosso", oggi europarlamentare leader dei Verdi - quarto partito a Strasburgo - e alle ultime elezioni capace di rendere Europe-Ecologie il secondo partito di Francia al pari dei socialisti. Onorevole Cohn Bendit, cosa pensa dell' Italia governata da Berlusconi? «Il problema Berlusconi si spiega con una società - quella italiana - in cui non c' è più un' idea di progetto collettivo nazionale. Il vostro premier è l' emblema di un modello in cui per arrivare c' è solo l' individualismo. Lui incarna l' egoismo, il pensare solo per sé e ai propri interessi. Ed è esattamente questo il problema di fondo dell' Italia: l' individualismo». Secondo alcuni commentatori l' Italia di Berlusconi anticipa un fenomeno che si espanderà nel resto d' Europa: la post-democrazia. « L' individualismo è il carattere tipico della post-democrazia, di una società che non conosce l' interesse generale. È una questione italiana o è il futuro dell' intero continente? Guardiamoci intorno: oggi l' esatto contrario, l' opposizione al fenomeno Berlusconi, è il fenomeno Obama. E l' Europa deve scegliere il suo punto di riferimento: l' Italia o gli Usa? La Francia è in bilico. Sarkozy è un mélange tra l' individualismo berlusconiano e il senso di responsabilità obamiano. In Germania, invece, un modello come quello italiano non potrebbe mai funzionare, anteporre l' interesse privato a quello collettivo sarebbe impensabile. Dunque al momento Berlusconi rappresenta un' anomalia squisitamente italiana estranea alla realtà e alla razionalità europea». Crede che il Cavaliere abbia cavalcato un sentimento presente nel Paese o lo abbia alimentato con i suoi media? «Entrambe le cose. Il vostro premier ha risposto ad una esigenza di qualunquismo molto forte in Italia. Ma senza dubbio l' ha anche alimentata». Quanto conta l' Italia di Berlusconi nelle sedi internazionali? Quanto pesano gli scandali legati alla sua condotta? «L' Italia oggi è completamente fuori dalla responsabilità e dai giochi europei. Di fatto l' Italia di Berlusconi non conta, non c' è. Nessun governo europeo ne capisce le politiche, le strategie e gli obiettivi. E il fatto che il riferimento di Berlusconi in politica estera sia la Russia di Putin la dice tutta. Non c' è bisogno di aggiungere altro». All' estero in molti si chiedono come sia possibile che il Cavaliere sia ancora al potere dopo le vicende degli ultimi mesi. «Il fatto che Berlusconi sia ancora premier è la vera debolezza della democrazia italiana. Ed è anche lo specchio della vostra società. Tutti i maschi italiani vorrebbero essere un piccolo Berlusconi. Tutti cullano sogni sciovinisti, tutti vorrebbero donne e ricchezza. E poco importa se intanto il premier mente o non può dar conto dei suoi comportamenti. Non conta perché questa è una società individualista-berlusconiana nella quale la menzogna è il pane quotidiano. Si mente allo Stato, non si pagano le tasse e tutto è lecito perché il bene comune viene dopo quello personale. Basta vedere come si comporta il presidente del Consiglio con le gerarchie ecclesiastiche. La domenica in chiesa e il lunedì al bordello! Un comportamento al di fuori della morale cattolica, ma tipico di questa società italiana». Vuol dire che la Chiesa non ha reagito adeguatamente di fronte alla condotta del premier? «La Chiesa non fa altro che usare Berlusconi e il suo governo, li strumentalizza. Fino a quando il premier farà leggi gradite al Vaticano non ci saranno problemi, la Chiesa non dirà nulla di forte sui suoi comportamenti. Se lo terrà fino a quando continuerà a fare quello che si aspetta da lui». -
|