IL TORMENTONE sull’italianità DI ALITALIA. A CHI VENDERLA? W LA FRANCE. Ho recentemente fatto un viaggio. Volo Roma Malè: compagnia aerea Livingston (aereo nuovo, personale di bordo giovane e gentilissimo): costo complessivo del biglietto, per circa 18 ore di volo, €. 800. Al ritorno, arrivato a Roma, ho preso un volo Roma/Pisa. Unica compagnia aerea presente su quella tratta, Alitalia: costo complessivo del biglietto per 45 minuti di viaggio €. 170, aereo scalcinato ad elica, personale di bordo intristito e scostante (eppure dicono siano i meglio pagati del mondo!). Se una persona non conoscesse niente del traffico aereo del nostro paese potrebbe pensare: ma guarda come sono stati furbi e intelligenti gli italiani. Hanno il più bel paese del mondo, hanno imposto sul territorio nazionale un sostanziale “monopolio” della loro compagnia di bandiera, imponendo perciò prezzi molto alti, se confrontati a quelli di altre compagnie a livello internazionale e così guadagnano un sacco di soldi. Naturalmente, come tutti gli italiani sanno nulla di tutto ciò è accaduto negli ultimi decenni: solo nel 2006 Alitalia ha perso ulteriori 626 milioni di Euro! In pratica i consumatori (italiani e stranieri) concorrono, pagando prezzi “fuori mercato” solo a non fare aumentare le perdite già ingentissime e poi, tutti i cittadini italiani, pagando le imposte, intervengono nuovamente, , per ripianare i dissestati bilanci della tanto “amata compagnia di bandiera” (soprattutto dalla classe politica di questo paese senza gran distinzioni fra destra e sinistra). Naturalmente i nodi mai risolti dai numerosi governi succedutosi nel nostro paese, relativi all’equilibrio economico/finanziario di Alitalia, sono venuti al pettine e di conseguenza l’unica strada percorribile è stata ritenuta quella della vendita della società. Sono rimasti a contendersi l’acquisto della nostra società di bandiera Air France e Air One/Banca Intesa. Esaminiamo qualche numero (rintracciabile dai rispettivi siti internet) dei due pretendenti, buona regola che segue qualsiasi venditore. Air France: la più grande e redditizia compagnia aerea europea, 73,15 milioni di passeggeri trasportati nell’ultimo anno, 23 miliardi di euro di fatturato. Air One: 6,3 milioni di passeggeri trasportati prevalentemente su linee interne al territorio italiano, 611, 5 milioni di euro di fatturato. Chi sono i soci delle due compagnie aeree? Di Air France è facile saperlo, 70% flottante in borsa (a disposizione di chiunque voglia investire nella società), 18% circa dello Stato Francese, 12% circa dei dipendenti. Di Air One non è dato sapere dal sito internet ( www.flyairone.it ) chi siano i soci. Il Presidente della società è Carlo Toto “guida del gruppo Toto Costruzioni, leader nel settore delle costruzioni di opere pubbliche” ed attuale cogestore delle autostrade A24 (Roma- L’Aquila/Teramo-158 KM complessivi) e A25 (Roma/ Pescara -114 KM complessivi – unico caso nella rete autostradale italiana nel quale le stazioni di servizio sono poste a circa 80 KM di distanza l’una dall’altra). Sarebbe inoltre interessante conoscere l’indebitamento complessivo del Gruppo Toto, in particolare quello nei confronti di Banca Intesa. Air France offre, secondo quanto riportato dai quotidiani nazionali, 35 centesimi di Euro per azione, mentre Air One offre 1 centesimo di Euro per azione. Avreste dei dubbi su quale acquirente scegliere? Evidentemente no ed infatti il Consiglio di amministrazione di Alitalia ha, all’unanimità, indicato Air France come acquirente da preferire. Alte e possenti si sono levate le voci contrarie: quella corporativa dei sindacati (CISL in particolare, ma anche CGIL), quella del Viceministro Francesco Rutelli, dei leghisti a tutela della Padania, della “pasionaria” Brambilla, di Roberto Formigoni ed altre ancora. Il leader del PD, Walter Veltroni ha invece dichiarato: “La cosa che mi piacerebbe di più è che le proposte di Air France e Air One si incrociassero: questo per garantire la forza di un soggetto come Air France e la forza di un soggetto finanziario come Banca Intesa, e allo stesso tempo però il radicamento nel paese di una compagnia nazionale”. Come dire: facciamo finta che la gara non ci sia stata. E il mercato? E l’attenzione verso i consumatori punti di forza del programma del costituendo PD dove vanno a finire? Intanto il Ministro degli esteri Massimo D’Alema ha tenuto davvero alta l’immagine del nostro paese a livello mondiale con l’approvazione della proposta di moratoria sulla pena di morte da parte dell’Assemblea delle Nazioni Unite. E’ bravo ed intelligente Massimo D’Alema, credo che sarebbe un eccellente futuro Presidente della Repubblica. Anche lui però, sempre secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe contrario alla vendita di Alitalia ad Air France. Ma si sa il nostro Ministro degli Esteri, quando deve occuparsi di questioni economico/finanziarie perde un po’ la bussola, come nella vicenda della privatizzazione della Telecom o in quella delle scalate estive di Unipol e dei “furbetti del quartierino” a BNL. Meglio perciò fare l’esatto contrario di quello che lui pensa in materia. Perciò VIVE LA FRANCE e Carla Bruni, italo- francese, bella, intelligente, raffinata e che sa anche cantare bene! Consiglio sul tema le seguenti letture: - Pietro Ichino: “A che serve il sindacato”, Mondadori 2005 (in particolare il capitolo dedicato alla vicenda Alfa Romeo/Arese); - Francesco Giavazzi : “Alitalia e i consumatori”, Corriere della sera, riportato nella sezione Rassegna stampa voce Economia del sito; - Francesco Giavazzi: “Prodi le lobbies e il rischio di rinvio”, Corriere della sera, riportato nella sezione Rassegna stampa voce Economia del sito.
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