GOOD BYE AT&T ………..BIENVENIDA TELEFONICA Finalmente il tormentone sull’italianità della Telecom sembra essere finito…. Sono arrivati gli spagnoli che, dalle prime notizie riportate dai giornali hanno speso meno di quanto avevano offerto solo pochi mesi fa per avere il pacchetto di controllo della società telefonica nostrana, ma in compenso sembra che non debbano contare niente all’interno della stessa : un investimento cioè solo di carattere finanziario. Il merito va a quattro gruppi italiani, nessuno dei quali particolarmente attrezzati nel settore della telefonia: Generali, Mediobanca, Intesa, Benetton. Naturalmente, ad operazione conclusa, non poteva mancare il commento di Gugliemo Epifani, che come si sa, si intende un po’ di tutto. Infatti il leader della CGIL in un’intervista a La Repubblica chiarisce esattamente tutti i termini della complessa questione: ripete il solito ritornello dei limiti del capitalismo nostrano, sottolineando, per quanto concerne Tronchetti Provera e la sua volontà di farsi da parte, che “un buon imprenditore non si comporta così”. Da poi lezioni di politica economica planetaria “ non esiste in alcun paese al mondo un mercato che sia scevro e separato da una logica di interesse nazionale” nonostante quello che sembrano pensare “i nostri liberisti bocconiani” ( leggi: Mario Monti, Francesco Giavazzi, Tito Boeri, ecc) che, evidentemente di politica economica internazionale se ne intendono meno di lui. Auspica l’arrivo di un manager “che sia all’altezza di guidare un gruppo in un mercato così difficile” e ne da pure l’identikit: “una persona esperta nel settore, che abbia guidato o sia alla guida di un colosso delle telecomunicazioni” (che stia pensando a Franco Bernabè?). Bravo Epifani, in Toscana si dice hai scoperto l’acqua calda! E poi ancora giudizi su aspetti tecnici dell’operazione: il piano Rovati era “formalmente ineccepibile”, peccato che sia stato portato avanti “in maniera impropria” (cioè non sia rimasto segreto e per di più sia stato formulato su carta intestata della Presidenza del Consiglio! ). Ed infine “non c’è nulla di scandaloso se il ministro dell’economia si informa e si confronta con il Presidente di un grande gruppo (Generali) ma è strano “che Bernheim ne abbia parlato pubblicamente”. Peccato però che Antoine Bernheim non solo abbia riferito di essere stato sollecitato da Padoa Schioppa ad intervenire con il suo gruppo nell’operazione, ma ha anche detto di sperare che, in futuro, il governo si comporti allo stesso modo per difendere l’italianità delle Generali. Come ha sottolineato Mario Monti in un articolo di fondo sul Corriere della sera lo scambio di opinioni fra Padoa Schioppa e Antoine Bernheim, seppur non scandaloso, “rivela la distanza che ancora ci separa da un sistema nel quale i pubblici poteri stabiliscono con leggi le regole del mercato; la vigilanza sul rispetto di quelle regole è esercitata dalle autorità indipendenti a ciò proposte e dalla magistratura, il governo non interviene nel funzionamento del mercato”. Ma si sa anche Mario Monti è un “bocconiano” non particolarmente esperto in materia. D’altra parte tutti i maggiori giornali economici mondiali, commentando la vicenda Telecom, hanno sottolineato: la stessa soluzione all’italiana. Forse prima di esprimere quei giudizi un po’ troppo affrettati avrebbero dovuto informarsi dal Segretario Generale della CGIL: lui avrebbe potuto ben spiegare l’intera vicenda e probabilmente chiarire tutti gli aspetti, politici, tecnici, economici, manageriali, convincendoli della bontà dell’operazione e che, al contrario di coloro che pensano sempre male del nostro paese, è l’Italia che può vantare l’economia di mercato più avanzata del mondo! Personalmente sarei più interessato a capire cosa pensa il leader della CGIL su due temi essenziali per il futuro del nostro paese e che interpellano direttamente la sua organizzazione: la riforma delle pensioni e la riorganizzazione della Pubblica amministrazione, temi sui quali ho avuto modo nei mesi scorsi di dire, modestamente, la mia opinione. Ma su questi temi mi pare che Guglielmo Epifani tenda ad evitare un serio confronto sui contenuti, privilegiando, al contrario, posizioni di difesa delle corporazioni esistenti. P.S. Al contrario di Epifani io ho una grande stima dei Bocconiani, in particolare del Prof. Francesco Giavazzi e del Prof. Mario monti che ritengo essere persone molto competenti e soprattutto libere: meno male che la Bocconi è un’università privata, perché se fosse stata pubblica chissà forse ai due professori “bocconiani” qualcuno dei politici italiani avrebbe pensato di fargliela pagare……..dopo tutto quello che scrivono sul Corriere della sera, quotidiano notoriamente “sovversivo”.
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