Come volevasi dimostrare………gli AMERIKANI di AT&T non sono graditi nel nostro paese…. E così, mentre era in corso l’assemblea di Telecom gli AMERIKANI di AT&T hanno fatto sapere che, vista l’incertezza delle regole che sembra regnare in Italia, l’offerta del gruppo statunitense veniva ritirata. Pare sia così iniziato, a detta della stampa, un gran “lavorio” da parte di banche ed esponenti di spicco del Governo, per convincere alcuni imprenditori italiani a rilevare il pacchetto di controllo della società telefonica per difendere “ l’italianità” della Telecom. In particolare si fanno i nomi di Roberto Colaninno e Silvio Berlusconi. Provo ad immaginare i colloqui che si svolgeranno: qualcuno potrà dire a Colaninno: “scusa Roberto, tu hai guadagnato una fortuna con la scalata a Telecom che è stata possibile anche per la nostra “benevolenza”, guarda se ora intervieni per tutelare “l’italianità” della società mettendoci un po’ di soldi, tanto il resto te lo danno le nostre banche amiche…..” E Colaninno: “ma io sono già intervenuto per Piaggio, l’ho risanata, sto cercando di farla diventare un’azienda leader a livello mondiale, sono troppo impegnato……” “ma dai Roberto, tu sei un “capitano coraggioso” e poi alla Piaggio ci lasci tuo figlio Matteo………” Qualcun altro invece potrà dire a Berlusconi: “ Caro Silvio, tu sei un grande imprenditore e ciò ti è orami riconosciuto da tutti, ma non devi dimenticare che parte delle tue fortune le devi al compianto compagno Bettino Craxi, (che come vedi negli ultimi tempi stiamo riabilitando agli occhi di tutto il Paese) quando fece approvare in parlamento la Legge Mammì, opportunamente emendata rispetto alla sua stesura iniziale per essere “su misura” per la Fininvest, il tuo gruppo…….qualcuno se ne accorse, per esempio, Beniamino Andreatta che disse “non ho mai visto una lobby sfacciata come quella che sostiene Berlusconi in parlamento”…….ma si sa il compianto Beniamino era un integralista: avrebbe voluto processare in un tribunale dello Stato italiano, a suo tempo, perfino Marcinkus per il crack del Banco Ambrosiano…..roba da matti”. E Silvio: “potrei anche essere disposto a metterci un po’ di soldi ma dovete smettere di rompermi le scatole con questa storia del conflitto di interesse…….” Se l’operazione dovesse andare in porto avrei un consiglio personale da dare: per la consulenza dal punto di vista finanziario invece di chiamare sempre i soliti AMERIKANI ( Goldman Sachs, Morgan Stanley ecc..) che fanno spendere un sacco di soldi, rivolgetevi a chi già conosce bene la questione e per di più è italiano. Del tutto casualmente mi vengono in mente due nomi: quelli di Giovanni Consorte ed Ivano Sacchetti, che devono conoscere molto bene l’alta finanza e soprattutto la Telecom visto che, per loro stessa ammissione, hanno riscosso una notula di 50 milioni di Euro, per la loro consulenza quando il pacchetto di controllo della società telefonica fu venduto a Tronchetti Provera (leggi Pirelli-Olimpia). Naturalmente tutto quello che sopra ho scritto è uno scherzo: cosa volete che ne capisca un commercialista di provincia, che per di più da quasi 5 anni si occupa di politica, di quello che avviene a livelli così alti: nel Gotha della grande finanza italiana! Passando quindi dallo scherzo ad una riflessione più seria, mi limito a richiamare alla vostra attenzione quello che un grande giornalista AMERIKANO Thomas L. Friedman, attento osservatore da anni del cosiddetto processo di globalizzazione, ha scritto già 7 anni fa nel suo libro, “Le radici del futuro”: “Nell’era della globalizzazione ciò che conta è la qualità dello Stato. Lo Stato deve essere piccolo, perché devono essere i liberi mercati ad allocare i capitali, non un governo lento ed elefantiaco; ma deve essere migliore, più intelligente e più veloce, dotato di una burocrazia che possa regolare i liberi mercati, senza soffocarli né lasciarli totalmente privi di controllo. Il problema che devono affrontare i governi di oggi è riuscire a migliorare la qualità dello Stato, pur riducendone la dimensione, dato che uno dei vantaggi competitivi più importanti e durevoli di cui oggi possa godere una nazione è una pubblica amministrazione snella, efficiente ed onesta….E’ necessario avere uno Stato abbastanza forte e partecipe da riuscire a garantire correttezza e rispetto nei confronti delle regole del gioco, per far sì che siano i migliori innovatori ed imprenditori a vincere, ma non così forte e partecipe da poter determinare i vincitori, proteggere i vinti dai vincitori o tutti i giocatori dalla concorrenza interna ed esterna”. Credo che il tema sopra richiamato, quello del rapporto fra Stato e Mercato, assieme a quello della “laicità” dello Stato sia una delle questioni centrali che dovrebbero animare il dibattito all’interno del futuro Partito Democratico.
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