La 45esima edizione delle settimane sociali dei cattolici italiani a Pistoia. Fu Giuseppe Toniolo nell’ormai lontano 1907 a promuovere la prima settimana sociale proprio a Pistoia. La figura del Professore trevigiano è indissolubilmente legata alla riorganizzazione dell’Azione Cattolica, fu tra i fondatori della FUCI, contribuì in maniera determinante al dibattito all’interno del mondo cattolico a seguito della pubblicazione dell’enciclica “Rerum Novarum”. Con quel documento del Papa ebbe inizio la cosiddetta “dottrina sociale della Chiesa”. Nella società dell’immagine e della comunicazione visiva oramai gli “eventi” (i fatti che l’industria dei mass media, spesso troppo legata in Italia ai poteri ("costituiti”, considera tali) si presentano con l’arrivo di immensi camion dotati di parabole perché la comunicazione possa essere istantanea. Gran parte dei residenti del centro storico hanno così avvertito che qualcosa di importante doveva avvenire nella sonnacchiosa Pistoia: hanno iniziato a vedere in prossimità del Duomo camion, con i relativi addetti, che preparavano le strutture tecnologiche per il giorno successivo. E giovedì 18 ottobre via Roma viene transennata, arrivano le forze dell’ordine in numero impressionante, oltre cento persone a tutela dell’ordine pubblico (carabinieri e polizia in assetto da stadio, vigili urbani, finanza, corpo forestale dello stato, oltre agli addetti personali alle scorte, considerata la presenza di Cardinali, Ministri, parlamentari, ecc). Vengono montati tre maxischermi per consentire di seguire in diretta l’evento a chi, non essendo accreditato, non può entrare in Duomo: il primo in Palazzo di Giano (9 spettatori), il secondo davanti alla Cattedrale ( 30/40 spettatori), l’altro al cinema Verdi (40/50 spettatori). Davanti a Palazzo Balì una manifestazione, con relativo gazebo organizzata da associazioni a tutela dei diritti degli omosessuali alla quale avevano aderito anche varie componenti politiche di sinistra: 20/30 persone pacifiche che si limitavano a distribuire volantini, manifestando con variopinti cappelli e cartelli contro una chiesa considerata “oscurantista”. Mi chiedo che senso abbia avuto un così grande dispiego di forze dell’ordine e quindi di risorse di tutti i cittadini, in un paese come il nostro nel quale il problema della “sicurezza” non di pochi ma della generalità della popolazione sembra essere in testa alle preoccupazioni degli italiani secondo i sondaggi. Mi dicono che tale imponente dispiego di addetti alla sicurezza è stato dovuto ai pericoli (???) che potevano provenire dalla contro manifestazione organizzata dalle associazioni di omosessuali e dal fatto che Mons. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, è stato più volte minacciato di morte da parte di sconosciuti. Ed allora non sarebbe stato più semplice che da Roma il Presidente della CEI con un collegamento diretto on line, avesse parlato ai delegati presenti in Duomo ed hai pochi interessati di Pistoia attraverso gli appositi maxischermi installati? Ma forse ha ragione Tito Caselli quando nella sua lettera pubblicata in questo sito ha sottolineato che orami nella Chiesa “mancano proposte alternative alle manifestazioni di massa che servono solo a mostrare la quantità degli applausi e richiamano i vecchi tempi delle adunate oceaniche…….Non ci sono proposte alternative alla spettacolarità delle celebrazioni , pensando che la gente sia affascinata dalla bellezze dei riti o dall’effluvio di parole che toccano il cuore, dando all’emozione un posto che in altri contesti sembra avere successo anche se effimero”.
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