LA LETTERA DELL'ING. MASSIMO MARIANESCHI, IN RISPOSTA ALL'INTERVENTO DEL DR. TITO CASELLI, RIGUARDANTE LE PROSPETTIVE DELLA CHIESA CATTOLICA Lettera aperta al Dr. Tito Caselli Caro Dr. Caselli, sono un laico, anzi laicissimo, professionista che cerca di coniugare la sua vita professionale e la sua vita di fede senza troppe schizofrenie. Coltivo un amore profondo per la Chiesa, come lei, Dr. Caselli, e questa circostanza che ci unisce mi permette di inviarle questa mia, in risposta alla sua lettera aperta “A chi crede e a chi dice di non credere”, come ad un fratello, a cui si può parlare con confidenza, sincerità e amore. Intendiamoci subito: non è che non condivida le sue preoccupazioni per la situazione della Chiesa e del mondo… E’ la sua analisi delle cause e le sue domande che mi hanno colpito e sorpreso. Non ho ritrovato nelle sue parole la Chiesa che conosco in prima persona e che amo; ho piuttosto ritrovato la chiesa come spesso descritta nei media da chi non la conosce e non la ama… La chiesa degli scandali, dei preti frustrati dalla mancanza di vita affettiva, la chiesa della gerarchia moralista e incapace di cogliere le necessità del “popolo di Dio”, di aprirsi alle altre religioni; la chiesa delle celebrazioni spettacolari e dei riti, incapace di occuparsi dei veri problemi del mondo. Quando leggo queste cose sui giornali penso cosa si perdono questi signori a non conoscere sul serio la Chiesa... E vorrei prenderli ad uno ad uno e portarli a conoscere la mia, la nostra Chiesa vera. La Chiesa che conosco e di cui sono parte è una Chiesa che soffre, ma che è composta per la stragrande maggioranza da tanti laici e sacerdoti meravigliosi che eroicamente la servono e la amano, che si prodigano per aiutare il prossimo in silenzio e senza la luce dei riflettori, spesso superando eroicamente difficoltà enormi, per mancanza di mezzi e di risorse. E’ una Chiesa, che, sempre più sola in un mondo impregnato di edonismo e di idoli, si occupa realmente dei più deboli e promuove in ogni luogo solidarietà sociale e aiuto ai bisognosi. E’ una Chiesa guidata da un Papa e una gerarchia che raramente la storia ricorda, che ha prodotto, tra l’altro, negli ultimi anni documenti straordinari di stimolo e indirizzo ai fedeli che, purtroppo, pochi cristiani hanno letto. Ma è soprattutto la Chiesa fondata e retta da Cristo e che, come tale, non è comprensibile con logiche solo umane. Per la stessa ragione, essa ha retto incredibilmente per duemila anni, superando prove che avrebbero affondato qualsiasi istituzione umana. Questa Chiesa, per sua costituzione, non è destinata, per fortuna, a morire per l’inerzia e la cecità degli uomini che la compongono, cioè per la nostra cecità. E’ una Chiesa che soffre per la scandalosa divisione con i fratelli protestanti e ortodossi e prega e si prodiga per l’ecumenismo, consapevole che solo lo Spirito può darle il dono dell’unità. Per questo è necessario essere uniti tra noi, amare e rispettare lealmente la nostra Chiesa e il Papa. Sarebbe un bel paradosso quello di cercare l’unione con gli altri delegittimando e distruggendo l’unione e la fedeltà alla nostra Chiesa... Essendo composta anche da uomini, e non solo da angeli, questa Chiesa ha inevitabilmente al suo interno anche delle “mele marce”; in una percentuale, peraltro, molto minore di quella che affligge qualsiasi altra categoria sociale, con buona pace di chi la vorrebbe seppellire tra scandali veri e montati. Sta a noi affogare con le nostre vite limpide e luminose, con la sovrabbondanza del bene, l’oltraggio e il male sacrilego che questi personaggi compiono… Ha ragione, Dr Caselli: c’è bisogno di una scossa. Sono pienamente d’accordo, ma questa scossa dobbiamo darcela noi tutti, in particolare noi laici, prendendo finalmente sul serio la nostra vocazione cristiana. Come ci hanno insegnato i santi e i profeti le crisi che attraversa la chiesa e la società sono infatti invariabilmente crisi di santi... C’è bisogno di uomini e donne vere e senza complessi di inferiorità e timidezza, pronti a confrontarsi nel mondo e col mondo; non per giudicarlo, ma per comunicargli col nostro esempio, l’entusiasmo della buona novella che Gesù ha portato nel mondo. Se avremo la fortuna di incontrarci, avrei piacere di approfondire insieme questi temi che ci appassionano, di incontrare insieme: persone e istituzioni della nostra Chiesa che quotidianamente si occupano di quei problemi del mondo, che giustamente lei ricorda, e di molti altri ancora; sacerdoti e laici che vivono il celibato come una scelta libera d’amore, senza frustrazioni e solitudine patologica; uomini e donne vere, piene di gioia anche nelle tribolazioni e nelle avversità, senza complessi e timidezze. Ce ne sono, mi creda, e sono su quelli e quelle, oltre che su di lei e su di me, che Dio conta per rievangelizzare il mondo e farlo bello e buono, come Lui solo può… Con affetto Massimo Marianeschi
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