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Marcello dell'Utri e Vittorio Mangano

Dell’Utri: Vincenzo Mangano, noto come lo stalliere di Arcore, è un eroe!

Il mafioso Vincenzo Mangano era stato condannato all’ergastolo il 19 luglio 2000, in primo grado, per un duplice omicidio. Era già in carcere da 5 anni perché condannato per reati di traffico di stupefacenti ed estorsione. Pochi giorni dopo la sentenza di condanna all’ergastolo morì essendo malato di tumore da tempo.

Marcello dell’Utri ha dichiarato pochi giorni fa che Mangano, non avendo fatto il suo nome né quello di Silvio Berlusconi ai magistrati inquirenti è un eroe ed è morto a causa sua (!?).

Anche Dell’Utri, d’altra parte, l’11 dicembre 2004 è stato condannato, in primo grado, a 9 anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Nella motivazione della sentenza si legge: “La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici”.

Ne Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia si svolge, ad un certo punto del racconto, l’incontro diretto fra il capitano Bellodi e il capomafia don Mariano Arena: “Io, proseguì poi don mariano, ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) piglianculo e i quaquaraquà…pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi….che mi contenterei che l’umanità si fermasse ai mezz’uomini….E invece no scende ancora più giù, agli ominicchi…: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi….E ancora più giù: i piglianculo che vanno diventando un esercito…..E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…”

Erano i tempi, quelli descritti da Sciascia, ancora della mafia agraria.

Chissà se i capomafia attuali, sulla scorta della felice intuizione di Dell’Utri, aggiorneranno le categorie di don Mariano Arena ponendo in cima, al di sopra degli uomini, gli Eroi ? Non sono affatto affascinato dalla distinzione di categorie umane descritta da don Mariano Arena, né dalla nuova categoria di Eroi, proposta Marcello dell’Utri: un motivo in più, ma non ce n’era sinceramente bisogno per quanto mi riguarda, per votare Partito Democratico



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