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Il discorso di Obama sulla riforma sanitaria

Le Riforme all’italiana e quelle vere

Riforme elettorali, sistema presidenziale o semipresidenziale, maggioritario o proporzionale, federalismo, riforma della pubblica amministrazione, riforma della giustizia, riforma del fisco, riforme della Costituzione e Istituzionali, ecc,ecc: da decenni il nostro paese sembra attraversato, sia che governi il centro- destra che il centro – sinistra dalla febbre del “riformismo delle parole”. Secondo le nostre classi politiche, gran parte dei progetti di riforma non sono stati attuati per l’assenza di una “solida maggioranza parlamentare” che trasformasse quelle proposte in leggi coerenti e quindi azioni concrete. Ma sarà proprio vero? In Italia abbiamo da tempo varato un sistema elettorale che complessivamente premia chi “vince” le elezioni, tantochè dal 2001 al 2005 (II governo Berlusconi) abbiamo avuto il governo più longevo della storia della Repubblica. Nel 2008 la coalizione di centro destra ha complessivamente ottenuto alla Camera il 47% circa dei voti (17,5 milioni di elettori) contro il 37% circa della coalizione di centro sinistra (14 milioni di elettori). Con tale maggioranza relativa alla camera dei Deputati la coalizione di centro destra (PDL e Lega) ha attualmente 330 seggi contro i 230 della colazione di centro – sinistra (PD e Italia dei valori). Nello stesso anno negli Stati Uniti d’America Barack Obama è stato il candidato più votato nella storia della democrazia di quel paese (63,5 milioni di voti corrispondenti a circa il 52% dei votanti). Ma, nonostante la maggioranza assoluta dei consensi raccolti dal Presidente candidato dai Democratici, il partito vincente ha al Congresso degli Usa 233 seggi contro i 202 dei repubblicani. Ciononostante dopo circa un anno dalla data del suo insediamento (20 gennaio 2009) il Congresso degli Stati Uniti d’America ha approvato in data 21 marzo 2010 una Riforma sanitaria che neppure Roosevelt, Truman e, negli ultimi anni, Bill Clinton erano riusciti a far passare. Eppure la maggioranza era “risicata” e all’interno dello stesso Partito Democratico esistevano forti resistenze (pluralismo, dialettica?) a quel progetto di Riforma. La risposta a questo fatto che pare incredibile, sta tutta nelle parole di Barack Obama nel suo discorso al paese dopo l’approvazione della Riforma. Il discorso di Barack Obama al paese sulla riforma sanitaria.

Buona sera a tutti. Stasera, dopo quasi cento anni di parole e di frustrazioni, dopo dieci anni di tentativi e un anno di battaglie, il Congresso degli Stati Uniti ha dichiarato che i lavoratori americani, le famiglie e le piccole imprese avranno una sicurezza: né malattie né incidenti metteranno a rischio i sogni cui hanno dedicato una vita. Questa sera abbiamo superato il peso della vecchia politica, mentre tutti gli specialisti affermavano che questo non sarebbe stato più possibile. Abbiamo respinto l’indebita influenza di interessi particolari. Non abbiamo ceduto alla sfiducia, al cinismo o alla paura. Al contrario abbiamo dimostrato che siamo sempre un popolo capace di fare grandi cose e affrontare le nostre sfide più importanti. Abbiamo dimostrato che questo governo del popolo - un governo del popolo perché legittimato dal popolo - lavora a fianco del popolo. Voglio ringraziare ciascun membro del Congresso che, con coraggio e convinzione, ha fatto sì che la riforma sanitaria divenisse realtà. E io so quanto non fosse un voto facile per un sacco di persone. Ma era un voto giusto. Voglio ringraziare il Presidente del Congresso Nancy Pelosi, per la sua straordinaria leadership, il leader della maggioranza Steny Hoyer e il Capogruppo di maggioranza Jim Clyburn per il loro impegno nel raggiungere questo grande obiettivo. Voglio ringraziare il mio straordinario Vicepresidente, Joe Biden, e la mia meravigliosa Segretaria alla salute e ai servizi sociali, Kathleen Sebelius, per il magnifico lavoro che hanno portato avanti. Voglio ringraziare i membri dello Staff al Congresso e quelli del mio Staff alla casa Bianca, che, nell’anno trascorso, hanno lavorato senza sosta con gente di ogni estrazione sociale per predisporre un insieme di norme finalmente degne del popolo del quale siamo rappresentanti e servitori. Il voto di oggi risponde ai sogni dei tanti che hanno combattuto per questa riforma. Ad ogni americano senza voce che ha trovato il tempo di sedersi e scrivere una lettera o inviare una mail sperando che la sua richiesta fosse ascoltata, stasera abbiamo dato una risposta. Ai tanti che si sono mobilitati bussando alle porte o facendo telefonate nella convinzione che il cambiamento in questo paese non viene dall’alto ma proviene dal basso consentitemi di dire: questo momento è possibile grazie a voi. Soprattutto il voto di oggi risponde alle preghiere di ogni americano che sperava nel proprio cuore che qualcosa dovesse essere fatto per un sistema sanitario che era costruito più per gli interessi delle compagnie di assicurazione, che per i bisogni delle persone comuni. Per la maggior parte degli americani quella richiesta non era una questione astratta, una battaglia politica fra destra e sinistra, Repubblicani e Democratici, ma era un fatto che andava ad incidere sulle loro personali esistenze. E’ quello che ogni americano sperimenta quando, aprendo una busta scopre, con apprensione che il premio assicurativo per la propria copertura sanitaria è cresciuto di nuovo in un tempo nel quale la vita è già dura abbastanza. E’ ciò che ogni genitore di un bambino affetto da una malattia cronica prova quando tentando di dare una assistenza sanitaria al proprio figlio si sente rispondere no, no e ancora no. E’ quello che ogni piccolo imprenditore sperimenta quando deve scegliere fra la copertura sanitaria e il proseguimento dell’attività della propria azienda. Loro sanno perché ci siamo impegnati per questa riforma. Il voto di stasera non è la vittoria di una parte ma è la vittoria per loro. E’ una vittoria per il popolo Americano. E’ una vittoria del buon senso. Ora va da sé che probabilmente il voto di stasera darà luogo ad una rincorrersi di analisi immediate. Ci saranno calcoli su chi ha vinto e chi ha perso a Washington, previsioni su cosa significa questo voto per i democratici e i repubblicani, sondaggi sulla mia popolarità e su quella della mia amministrazione. Ma in una prospettiva di lungo periodo queste discussioni svaniranno, i pronostici saranno dimenticati e la polvere si depositerà ed allora quello che rimarrà in piedi non sarà un sistema a conduzione statale che qualcuno ha temuto, o lo status quo che serve attualmente le compagnie assicurative, ma un sistema sanitario che ha tenuto conto delle opinioni di tutte le parti, un sistema che sarà migliore per l’intero popolo americano. Se voi avete una copertura assicurativa in caso di malattia, questa riforma vi dà la possibilità di controllare i peggiori eccessi ed abusi delle compagnie d’assicurazione, con un sistema di protezione degli utenti che il nostro paese non aveva mai conosciuto, così che possiate ottenere ciò per cui avete pagato. Se non avete una copertura assicurativa questa riforma vi offre la possibilità, all’interno di un sistema concorrenziale, di scegliere la miglior assicurazione a prezzi più convenienti per il vostro caso. E questa riforma comprende il più grande taglio alle spese sanitarie per i lavoratori e le loro famiglie, nonché per le piccole imprese mai avvenuto nella storia di questo paese – così che se perdi il tuo lavoro, o cambi la tua occupazione, o dai vita ad una nuova attività, potrai permetterti di acquisire una buona copertura sanitaria e la sicurezza e la tranquillità che da essa deriva nella tua esistenza. Questa riforma era la cosa giusta da fare per i nostri anziani. Essa rafforza il sistema sanitario e lo rende più sicuro, estendendo la sua efficacia per quasi un decennio. Ed è la cosa giusta da fare per il nostro futuro. Essa contribuirà a ridurre il nostro deficit di oltre cento miliardi di dollari e più di mille miliardi di dollari nel decennio successivo. Questa non è una riforma radicale. Ma è una riforma importante. Questa normativa non risolve tutto ciò che affligge il nostro sistema sanitario. Ma ci stiamo muovendo decisamente nella giusta direzione . Questo è ciò che significa cambiamento. Questo giorno è importante quindi, ma non è ancora il raggiungimento della meta ultima. Martedì il Senato dovrà riesaminare le disposizioni che abbiamo modificato oggi per rafforzare questa legge. Alcuni hanno previsto un ulteriore scontro parlamentare teso a ritardare l’adozione di questi miglioramenti. Mi auguro che ciò non accada. E’ tempo di portare a termine questo confronto e iniziare il duro lavoro di attuare questa riforma correttamente a nome del popolo americano. Quest’anno e nei prossimi anni abbiamo la solenne responsabilità di farlo nel migliore dei modi. E questo giorno non rappresenta la fine del lavoro che il nostro paese ha di fronte a sé. L’impegno di rivitalizzare la nostra economia deve andare avanti. Il lavoro di promozione dello sviluppo della nostra economia per la creazione di nuovi posti di lavoro deve andare avanti. L’impegno di portare avanti il sogno delle famiglie americane verso il benessere deve andare avanti. E noi andremo avanti con rinnovata fiducia, rafforzata da questa vittoria che abbiamo ottenuto per loro. Infine questo giorno rappresenta un’altra pietra miliare posta a solido fondamento del sogno americano. Stasera abbiamo risposto alla chiamata della storia come tante generazioni di americani hanno fatto prima di noi. Quando ci siamo trovati di fronte alla crisi non ci siamo sottratti alla sfida, l’abbiamo vinta. Non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità, ma le abbiamo abbracciate. Non abbiamo avuto paura del nostro futuro , ma lo abbiamo adattato alle nostre necessità. Grazie, Dio vi benedica e Dio benedica gli Stati Uniti d’America.



Associazione Enrico Bianchi

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