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Il Giudice Clementina Forleo

Le richieste del Giudice Clementina Forleo e le reazioni del mondo politico alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche.

Non so se nelle due ordinanze emesse da Clementina Forleo, GIP di Milano, siano stati inseriti “valutazioni e riferimenti non pertinenti e chiaramente eccedenti rispetto alle finalità dei provvedimenti” come ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma non mi pare che, dal punto di vista politico, la questione debba essere, come sta accadendo in questi giorni, quella di “discettare” sulle forme degli atti, quanto esaminare con puntualità la questione emersa da tempo e confermata (sembra) dalle intercettazioni. Ho già avuto modo in una precedente newsletter di dire la mia opinione sulle scalate bancarie del 2005 (vedi nel mio sito l’intervento: “ I furbetti del quartierino e gli intrecci fra finanza e politica”). Ma fra le intercettazioni pubblicate sui quotidiani in questi giorni ce n’è una che mi ha particolarmente colpito per la sua gravità (sempre sotto il profilo politico). Consorte parla al telefono con Fassino illustrando che Bazoli ha detto di no al coinvolgimento di Banca Intesa nell’operazione , Modiano (Imi S. Paolo) “non se ne parla neanche”, Unicredito non sta nella partita e pure Geronzi ha posto il veto per Capitalia e aggiunge….” Bisogna ricordarsi poi, adesso finiamo la vicenda”. E Fassino: “ ce ne ricordiamo tutti”. Quando, di cosa e con quali modalità, evidentemente punitive, si sarebbe dovuto ricordare nel futuro il Segretario dei D.S.?? Forse Piero Fassino avrebbe dovuto ricordarsi piuttosto della sua storia personale, magari mettendola a confronto con quella, ad esempio, di Giovanni Bazoli . Nel 1982 come vice presidente della Banca San Paolo di Brescia, Bazoli collaborò con le autorità monetarie, in particolare con Carlo Azeglio Ciampi, allora Governatore della Banca d’Italia e Nino Andreatta al salvataggio del Banco Ambrosiano, dopo il crack che aveva vista coinvolta anche la finanza vaticana (lo IOR di Mons. Marcinkus) come, con un discorso che rimarrà per sempre nella storia del nostro paese, il ministro del tesoro ebbe modo di esporre al Parlamento. Bazoli, come Presidente ricostruì e rilanciò il Nuovo Banco Ambrosiano, tanto da riportare l’Istituto alla quotazione in borsa nel 1985. Agli inizi degli anni ’90 realizzò la fusione del Nuovo Banco Ambrosiano con la Banca Cattolica del Veneto, creando il Banco Ambrosiano Veneto. Nel 1997 seguì l’accordo con la Cariplo: la prima importante operazione di privatizzazione nel settore, con la nascita di Banca Intesa. Dopo l’acquisizione e la fusione con la Comit dette vita all’allora più grande gruppo bancario della storia italiana. È stato recentemente tra i promotori dell’integrazione tra due grandi realtà bancarie italiane, Banca Intesa e Sanpaolo IMI, dando vita ad un colosso di dimensioni europee. Piero Fassino, nato nel 1949, più giovane di Giovanni Bazoli di 17 anni, nel 1982 era Consigliere comunale dell’allora Partito Comunista a Torino, carica che mantenne per 10 anni, poi divenendo per 5 anni consigliere provinciale ed assumere vari incarichi, di livello nazionale e locale all’interno del medesimo partito. Dal 1994 è deputato della Repubblica, (5 legislature); è stato un apprezzato Ministro della Giustizia per circa un anno, nel Governo Amato (25 aprile 2000/13 maggio 2001). Una carriera dunque quella di Piero Fassino tutta all’interno della politica che mi pare non lo legittimi a “dare lezioni” di finanza a nessuno, né tantomeno a maturare propositi vendicativi contro qualcuno che si stava opponendo ad una scalata bancaria poi dimostratasi, alla prova dei fatti, “inquietante”sotto molti profili. Ho personalmente molto apprezzato l’impegno ed il coraggio dell’attuale Segretario dei DS nel processo che dovrà dar vita da qui a pochi mesi al Partito Democratico, Si occupi Fassino dunque, senza distrarsi in questioni che non dovrebbero interessarlo, di politica, visto che quello è stato l’unico suo mestiere, magari iniziando a pensare, come altri suoi coetanei, di non essere insostituibile e quindi meditando sull’opportunità di lasciar spazio a persone più giovani di lui che conoscano in modo un po’ più puntuale quale dovrebbe essere il ruolo della politica in una moderna economia di mercato.



Associazione Enrico Bianchi

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